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lunedì 25 febbraio 2013

Confronto nitidezza dei 3 Canon 50mm

Ho eseguito grazie ad alcuni amici il confronto tra i tre 50mm di canon.
Vi anticipo che siamo rimasti sbalorditi dai risultati, sbalorditi per il 50mm 1.8 e per il 50mm 1.2... non aggiungo troppe parole oggi, vi lascio i risultati, lasciatemi un commento e ditemi che ne pensate, ma soprattutto se vi trovate d'accordo con questo confronto!


Scatti a tutta apertura

-  Scatti eseguiti su cavalletto, con fuoco manuale su canon 550d:
(fotografie di Luca Concas)

-  Scatti eseguiti su cavalletto, con fuoco manuale su canon 1ds III:
(fotografie di Luca Concas)

martedì 12 febbraio 2013

Le basi dell'astrofotografia


(Fotografia di Luca Concas)

Le fotografie di cieli stellati hanno un grande fascino, capita la tecnica, il procedimento è banale e ripetitivo, acquisiamo questa tecnica e poi vediamo come andare oltre:

Cosa serve?
- Reflex /grazie/
- Treppiede
- Intervallometro (on camera (Magic Lantern) o con telecomando esterno)
- Memoria capiente (8 - 16 Giga)

Cosa fa comodo? 
- Reflex Full Frame
- Obiettivo grandangolare luminoso (almenno f/2.8)
- Vestiti adeguati, guanti, thermos
- Compagnia

Accorgimenti:
- Attivare la funzione di sollevamento dello specchio
- Disattivare la riduzione del rumore alle lunghe esposizione e ad alti ISO

I fattori naturali che influenzano la buona riuscita di una fotografia notturna sono sostanzialmente tre:
- Scarso inquinamento luminoso
- Un cielo privo di nuvole o foschia
- L'assenza della luna

In una giornata di cielo limpido, privo di luna e con poco inquinamento luminoso abbiamo 3 possibilità:

- Startrail: quando le stelle creano una scia più o meno lunga in cielo. Molti pensano che si debba tenere il sensore esposto per molto tempo (più di 1ora) con ISO bassi (100-200), questo andava bene con l'analogico, la cui pellicola non era soggetta a rumore termico e/o elettronico. Oggi il procedimento che da risultati migliori è quello di fare una sequenza di scatti e unirli tramite software. Più scatti si faranno e più lunga sarà la scia.

- Time-Lapse: è spesso utilizzato per riprendere albe e tramonti, ma anche il movimento della via lattea nel cielo. Il time lapse è un video, in cui eventi che durano ore si riducono a minuti o pochi secondi.

- La singola foto alla via lattea

Sono 3 tecniche molto semplici, che però vengono influenzate da molti fattori.


STARTRAILS :
(come impostazioni di partenza possiamo usare le seguenti impostazioni)

-sensibilità sensore: 1600 ISO (dipende molto dall'inquinamento luminoso, più luce generale avremo nella scena, meno elevata deve essere la sensibilità del sensore)

-tempo: 25secondi (il tempo per avere stelle puntiformi dipende dalla seguente formula: 600/focale equivalente)

- apertura diaframma: f/2.8

COME PROCEDERE:
Nella fotografia notturna la COMPOSIZIONE è molto importante, anche se abbastanza difficoltosa per via della poca illuminazione, nel mirino risulta più facile inquadrare (conviene aspettare qualche secondo che i valori in basso scompaino) eventualmente si possono fare degli scatti di prova e regolare di conseguenza la composizione.

Altra difficoltà che si incontra è la MESSA A FUOCO, per le stelle dobbiamo mettere a fuoco su infinito, il problema qui sorge con gli obiettivi in cui la messa a fuoco con la ghiera a fine corsa non è effettivamente infinito, quindi la soluzione migliore resta quella di verificarla sempre con la funzione LIVE VIEW e 10x presente ormai in ogni reflex moderna, per fare questo dobbiamo cercare una stella molto luminosa e mettere a fuoco su essa.

Regolata composizione e messa a fuoco non ci resta che scattare una fotografia di prova per vedere se le stelle sono ben visibili e se la composizione ci soddisfa.
A questo punto dobbiamo far partire l'intervallometro impostando il tempo tra uno scatto e l'altro di un secondo, in modo che quando il nostro software unirà le stelle avremo una scia unica senza interruzioni.


I SOFTWARE in circolazione non sono tantissimi quello che funziona meglio è startrails.exe che però non legge i file raw, ma tiff e Jpeg quindi dobbiamo salvare in nostri file in una cartella che sarà quella da cui startrails.exe prenderà le singole foto. Per fare questo ci conviene aprire tutti i file in camera raw di photoshop, selezionarli tutti, applicare le modifiche a nitidezza, chiarezza e bilanciamento del bianco, riduzione del rumore e salvarli direttamente in jpeg in modo che il software faccia tutto con i file già sistemati. 






giovedì 17 gennaio 2013

Samyang 14mm f/2.8


Fotografia di Luca Concas

Oggi voglio mettervi a conoscenza delle mie opinioni sul Samyang 14mm, vorrei che voi mi diceste le vostre e fare una guida per chi è in procinto di acquistarlo.

Samyang è una ditta coreana che produce obiettivi a prezzi modesti con un ottima qualità e qualche compromesso.

Qualità costruttiva:
E' ottima, senza mezze misure, trasmette buona robustezza, pesa abbastanza ed è molto compatto, la lente frontale esce parecchio ed è provvisto di un paraluce fisso. La ghiera di messa a fuoco è qualcosa d'altri tempi, molto fluida, oppone la giusta resistenza. In dotazione abbiamo una custodia morbida in tessuto e un piccolo libretto di istruzioni, per quanto riguarda la sacca in tessuto la trovo abbastanza inutile e scomoda, oltre al fatto che il materiale è di bassa fattura.

Qualità Ottica:
Per adesso provato solo su APS-C, che dire la qualità in termini di nitidezza è sbalorditiva, non in relazione al costo, ma sbalorditiva e basta, possiedo altre due ottiche, il 50mm 1.4 di canon e il 100mm macro, la nitidezza è in linea con queste lenti.
Parliamo di distorsione, su formato ridotto non è così marcata, fotografando la classica libreria con linee dritte, queste vengono distorte ma nulla di spaventoso. Resistenza al flare, molto buona, AC inesistente.

Versatilità:
Il Samyang 14 mm si è conquistato il ruolo di avversario nei confronti del canon 17 40L, su molti forum si fanno paragoni e si chiedono consigli su l'uno e l'altro, a mio avviso non sono obiettivi paragonabili in quanto sono davvero molto diversi. Dove prevale l'uno l'altro resta indietro e viceversa.
Il 17 40L lo vedo molto meglio su pieno formato per fotografia street e paesaggio veloce, un tutto fare perfetto. Il Samyang è inutilizzabile per street, se non in iperfocale, considera che è impossibile mettere a fuoco tramite visione a mirino almeno su aps-c. Il Samyang è un f/2.8, molti pensano che con f/2.8 e 14mm sia tutto a fuoco, bhe, questo non è vero, la sfocatura è davvero intensa, per questo è molto difficile utilizzarlo a f/2.8, se non per soggetti statici e su cavalletto. La possibilità di avere risultati migliori se vogliamo fotografare le stelle e la via lattea lo fanno preferire al Canon 17 40, se la ragione di vita è la fotografia notturna e si ha un budget ridotto, la scelta migliore è il Samyang. Avere un 14mm luminoso da molte più possibilità di un 17 f/4.

MOLTO IMPORTANTE: Il samyang non può montare filtri, quindi il polarizzatore o l'ND non possono essere utilizzati, il che è molto limitante in alcune condizioni!

Prezzo:
Il prezzo medio è poco superiore ai 300 euro.

Opinioni personali e considerazioni:
Il più grande limite a mio avviso è la messa a fuoco manuale, è vero che non è necessaria nei paesaggi, però per fotografie che si avvicinano al reportage avrebbe fatto comodo l'autofocus, sarebbe risultato tutto meno macchinoso! Sono rimasto piacevolmente colpito dal fatto che impostando la messa a fuoco su "infinito" le stelle sono risultate perfettamente a fuoco, cosa che col 18 55 is (ma anche il 50 1.8) non succedeva, dovevo sempre girare qualche millimetro la ghiera della messa a fuoco per averle perfettamente a fuoco.
La minima distanza di messa a fuoco è buona, permette di fare foto creative e divertenti.
Una cosa importante, chiudendo il diaframma tramite ghiera sull'obiettivo, abbiamo una notevole diminuzione della luminosità nel mirino ottico. Questo avviene perché gli obiettivi in cui selezioniamo il diaframma on camera stanno sempre alla massima apertura, dandoci sempre la massima luminosità possibile, e chiudono il diaframma solo nell'istante dello scatto, per riaprirlo immediatamente dopo.
Facendo una somma dei pro e contro e considerando il prezzo è un ottimo acquisto che consiglio vivamente a tutti!



giovedì 8 novembre 2012

Canon EF 50mm 1.8 o Canon 50mm 1.4 USM?

Scattata con il Canon 50 mm 1.4


Il dilemma di molti fotografi in possesso del canon EF 50mm 1.8 è quello di sostituirlo con il fratello maggiore, la versione con apertura massima di 1.4 e motore USM. Ma ne vale davvero la pena? conviene investire 300 euro per un ottica così simile?

Esistono 4 versioni canon di obiettivi fissi con lunghezza focale di 50mm:

- Canon EF 1.8
- Canon EF 1.4 USM
- Canon EF 2.5 MACRO
- Canon EF 1.2 L USM

Come alternativa Sigma troviamo l'ottimo:
- Sigma 50mm 1.4 EX DG HSM

Io questo passo l'ho fatto, non per una questione di nitidezza, ne per solidità al tatto (avevo la versione mark1 dell'1.8) l'investimento è stato spinto dalla lentezza eccessiva e la scarsa capacità di agganciare il soggetto in situazione di luce molto critica (vedi concerti, teatro). Il motore di messa a fuoco dell'1.4 non è un vero USM come possiamo trovare nel 1.2, ma è un micro USM, comunque la differenza con l'1.8 è evidente.

NITIDEZZA:
Per quanto riguarda la nitidezza devo dire che non c'è una grande differenza, l'1.4 è morbido a tutta apertura ma comunque buono se il soggetto è molto vicino, infatti la vera debolezza è lo scarso potere risolvente a TA, a f/1.8 si equivalgono, forse leggermente più nitido al centro 1.4, ma un pelino migliore l'1.8 ai bordi. Due foto fatte con i due obiettivi risulterebbero quasi indistinguibilii... A f/2.8 diventano decisamente nitidi, per arrivare al massimo intorno ad f/4.

SFOCATO:
Lo sfocato è migliore quello dell' 1.4, soprattutto se ci sono luci, foglie o comunque elementi ripetitivi.Questo è causato dal maggiore numero di lamelle, 8 per l'1.4 e 5 per l'1.8.

VELOCITA' AF
La velocità dell'autofocus è decisamente migliore quella dell'1.4, è presente un micro motore USM con correzione della messa a fuoco continua manuale, non è al livello del motore USM ad anello, ma pur sempre rapido e preciso.

COSTRUZIONE:
La costruzione se paragoniamo il 50 mm 1.4 e il 50 mm 1.8 II è a favore del primo, più pesante e robusto, più comoda la ghiera di messa a fuoco manuale dell'1.4 posizionata centralmente, inoltre è presente la scala delle distanze. Vi ricordo che il 50 mm 1.4 ha diametro filtri 58 mm, mentre il 50 mm 1.8 è di 52 mm, io preferisco il diametro di 58 mm perché nelle ottiche di fascia media è il diametro più utilizzato, quindi non c'è bisogno di acquistare filtri con diametri diversi per ogni lente.

PREZZO:
Il prezzo del nuovo affidandoci ai negozi online è di 130 euro circa per la versione 1.8 e 350 euro circa la versione 1.4, ci sono circa 200 euro di differenza.

CONCLUSIONI:
Se ne vale la pena dipende dal fotografo, da cosa fotografa e da quanto vuole spendere, è un obiettivo che è la via di mezzo tra l'economico 1.8 e l'esagerato 1.2, è un buon obiettivo che se la cava bene in ogni occasione. Se la velocità dell'autofocus dell'1.8 vi soddisfa e non la trovate limitante il mio consiglio è quello di non investire nel Canon 1.4, in quanto non c'è una differenza abissale a livello di qualità di immagine. Se avere difficoltà ad aggagiare il soggetto, se non siete soddisfatti dello sfocato, il 50mm 1.4 fa per voi.

sabato 27 ottobre 2012

Come fotografare a teatro

Il teatro è un luogo affascinante, rapido, in continuo movimento, avere la possibilità di scattare dietro il palcoscenico, durante le prove è un occasione fotografica incredibile, ma allo stesso tempo molto, ma molto difficile.


(Fotografia di Luca Concas)


ATTREZZATURA: 
- Obiettivo:
Innanzitutto affrontiamo la questione delle ottiche, se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti dobbiamo utilizzare obiettivi con apertura di almeno f/2.8, le luci spesso sono tenue, i tempi di scatto con aperture maggiori sarebbero troppo lunghi, avendo, ahimè, foto mosse.
Per quanto riguarda le lunghezze focali dipende dalla distanza tra noi e il soggetto, con un 50 f/1.4 mm è un 100 f/2.8, mi sono trovato in grado di coprire bene o male tutte le distanze, se si vuole prendere nel complesso tutto il palcoscenico una buona ottica grandangolare e luminosa è il tokina 11-16 f/2.8, con un prezzo non troppo elevato (circa 400 euro usato).
Lo stabilizzatore è sempre un plus, ma ricordatevi che lo stabilizzatore interviene sui tremolii della nostra mano e permettendoci di scattare a mano libera con tempi più lunghi, ma non interviene sul soggetto, quindi se il soggetto è in movimento lo stabilizzatore non ci aiuterà a congelare l'attimo.

- Reflex: 
Solitamente si dice di investire in ottiche più che sul corpo macchina e questo è vero, a teatro una buona reflex, possibilmente full frame è un valore aggiunto che permette scatti puliti a ISO elevati, ma anche con una reflex a formato ridotto si possono scattare ottime foto.


COSA INQUADRARE:

Anche la composizione è alquanto complessa, a teatro ci troveremo spesso con il soggetto illuminato (se ci va bene) e lo sfondo completamente nero, per questo vi consiglio di non inquadrare troppi soggetti in una stessa fotografia, ma di concentrare l'attenzione sul soggetto principale della scena.
La luce in fotografia è la cosa più importante, a teatro le luci spesso tagliano il soggetto in due, evidenziando una zona ben esposta e una sottoesposta, esteticamente questa condizione non è il massimo, soprattutto se lo sfondo è nero, l'unica soluzione, non potendo schiarire col flash è quella di aspettare l'istante in cui il soggetto si sposta in una zona meglio illuminata. 
Non andate troppo vicino, cercate di prenderlo nella totalità dell'azione per raccontare con più facilità l'emozione che vi trasmette.
Il bianco e nero è una possibilità efficace quando i colori non sono necessari alla comprensione del significato della foto, permette di eliminare le dominanti di colore spesso presenti e di dare quel tocco più ricercato.



IMPOSTAZIONI:

- AUTO ISO:
Un funzione davvero molto comoda è quella degli auto ISO, dal menù possiamo scegliere il valore massimo di sensibilità che la macchina fotografica può adoperare in base alla scena. Consideriamo di scattare in manuale con tempo di 1/60s (dipende dall'ottica e dalla velocità della scena, per obiettivi con lunghezza focale elevata il tempo dovrà essere calcolato con la formula: 1/lunghezza focale x fatore di crop) e diaframma di f/2.8, impostiamo la sensibilità in AUTO ISO a 1600, la macchina fotografica ci imposta l'esposizione della scena lasciando invariati i parametri, ma modificando automaticamente la sensibilità fino ad un massimo di 1600 ISO, o il valore massimo che avevamo impostato. Questa funzione è molto comoda a teatro per via delle luci in continuo movimento. Perché scegliere questa modalità e non la semplice priorità di diaframmi e ISO "fissi"? Perché a ISO fissi, se il soggetto cade su una luce molto forte la macchina ci aumenta il tempo lasciando la sensibilità elevata, questo vuol dire che avremo una foto scattata a 1600iso con un tempo di 1/640 ad esempio, secondo voi è meglio avere una foto scattata a ISO 1600, t=1/640 e f/2.8 o è meglio avere una foto scattata a ISO 200 t=1/125 e f/2.8? per me la seconda :)

- MODALITA' SPOT:
L'esposimetro interno della nostra reflex può lavorare in quattro modi, a teatro dobbiamo ricordarci di impostare la modalità spot, che legge l'esposizione nella parte centrale del fotogramma, questo ci è utile perché vogliamo che l'esposizione non venga fatta considerando le zone buie, ma vogliamo in primo luogo che sia correttamente esposto il viso del soggetto principale.

- BLOCCO DELL'ESPOSIZIONE:
Di default, almeno la 550d, se si preme a metà il tasto di scatto blocca la messa a fuoco, ma non l'esposizione, quindi se inquadriamo il soggetto e lo mettiamo a fuoco, nel momento in cui andiamo a ricomporre, quindi spostiamo l'inquadratura mantenendo a fuoco il soggetto, l'esposimetro ricalcolerà l'esposizione in base alla nuova scena, procurandoci il più delle volte foto con il soggetto sovraesposto. A questo problema possiamo trovare soluzione nelle funzioni del menù della macchina fotografica, in cui dobbiamo selezionare il blocco sia dell'esposizione sia della messa a fuoco.

- PUNTO CENTRALE DI MESSA A FUOCO
In situazioni di scarsa illuminazione ci conviene selezionare il punto centrale di messa a fuoco, perché è più rapido e più sensibile e preciso.

- INOLTRE:
Il teatro non consente rumori, muovetevi con estrema delicatezza e non recate disturbo, siate rispettosi per il lavoro e gli sforzi degli altri.



giovedì 27 settembre 2012

Le Canon entry level

Evitando tutto il bla bla bla su cosa sia una entry level e a chi è rivolta, che ormai penso lo sappiano anche i muri, volevo fare un po' di considerazioni, condividere 2-3 pernsieri.
Il punto del discorso:
la mia prima reflex è stata la 450d, macchina stupenda a mio parere, 12MP ne troppi, ne pochi, file puliti, il rumore era evidente a 1600iso, ma perfettamente gestibile, solida, ovviamente non un carrarmato, prezzo del nuovo con 18 55 is, 399, me la sentivo bene, non vorrei esagerare, ma quel senso di robustezza me lo trasmetteva! Sono passato alla 550d, non chissà quale miglioria, ma vendendo il vecchio e aspettando l'offerta ho fatto l'upgrade con soli 100 euro, orientandomi sempre sul nuovo. Dopo 1 anno scarso di utilizzo mi si scolla la parte in gomma, proprio nella parte in cui si impugna, non per negligenza mia visto che la tratto come oro.. (Fortunatamente) questo difetto è frequente e quindi coperto da garanzia, ora il "problema" è che il tempo, tra ritiro, riparazione, ritorno si aggira sui 2mesi, che non sono pochi! Questa è la gocciolina che ha fatto traboccare il vaso soprattutto perché la 550d non è che mi abbia proprio entusiasmato a pelle, in termini di sensazioni al tatto e qualità costruttiva, per farla breve sembra un giocattolino. Sono un pò amareggiato per quanto riguarda le scelte di madre canon, mi viene in mente il problema della 5d Mark III, in cui la luce del display superiore sfalsava l'esposimetro (lo puoi leggere QUI). Per quanto riguarda Nikon non ho esperienza, ho provato alcune macchine, e mi trasmettono effettivamente più robustezza, anche se il mio cuore batte per canon, qui difficilmente un domani cambierò. A questo punto la soluzione è l'abbandono della fascia amatoriale, con tutti pro e i contro, in primis l'aspetto economico. Altro discorso vale per il software interno, parlando di hardware la 550d è in grado di stupirci, basta installare il firmware modificato, Magic Lantern (scricabile da QUI) per aprire un portone di funzioni, alcune davvero utili, come ad esempio l'intervallometro, il bracketing fino ad un massimo di 9 foto, bypassando le 3 di defautl, rilevatore di movimento, controlli migliori per audio e video... Perché non li troviamo installati in Camera e pronti all'uso con il firmware originale?

venerdì 20 luglio 2012

Nuova canon full frame economica?


Dai rumors sembrerebbe proprio che Canon abbia intenzione di commercializzare una reflex full frame ad un prezzo più che competitivo, sotto la soglia dei 1500 Euro.
Stiamo finalmente (o forse no) entrando nella categoria delle reflex a pieno formato "entry level", considerando che l'ammiraglia nella categoria APS-C, ovvero la 7d abbinata al 18 135 IS costa circa 1600 euro il prezzo della (forse) 6d è davvero qualcosa di straordinario.
Sempre dai rumors presenti sulla rete la nuova FF dovrebbe avere queste caratteristiche:

- Sensore simile alla 5d mark III da 22 MP
- Raffica in RAW da 4 fotogrammi al secondo
- ISO 100-51200
- 19 punti di messa a fuoco

Io personalmente sono molto attratto dalla possibilità di prendere una reflex full frame a 1500 euro, anche se c'è sempre la paura che vada a finire come con le reflex entry level, se 5 anni fa chi possedeva una reflex era un po' il fotografo di nicchia, quello che scattata non solo alla gitarella la domenica, quello che sapeva fare belle fotografie, adesso la reflex ha perso parte del suo fascino, almeno le entry level, forse proprio perché alla portata di tutti, non vorrei che succedesse la stessa cosa con il pieno formato.

mercoledì 18 luglio 2012

Golden Hour? Magic hour?


E' mezzo giorno andiamo a fare delle belle foto al mare? o in montagna? in città?
Aspetta avevo letto un articolo su Il photoblog che parlava di golden hours, ma non ricordo tanto bene...

Per Golden Hour, in italiano ora d'oro, si intende quel momento della giornata in cui la luce solare a livello fotografico è la migliore possibile, voi dire grazie l'alba e il tramonto, e avete ragione!
Voglio però segnalarvi un sito in cui selezionando dalla mappa il luogo che volete fotografare vi dice orari di alba e tramonto in modo da potervi organizzare al meglio possibile.

Ecco il collegamento al link: QUI

giovedì 24 maggio 2012

Vecchi flash su reflex digitali?



Ci sono due grandi filoni di pensiero sull'uso del flash, opposti tra loro, chi non lo vuole neanche sentire nominare: "il flash da quel senso di piatto e poca dinamicità alla foto" e chi invece crea, sperimenta, lo sposta dalla slitta e inserisce punti di luce interessanti. (probabilmente i primi non sono mai andati oltre quello incorporato).
Ecco cosa fare prima di innestare un vecchio flash sulla reflex digitale:

1. Cambiamo le batterie, sicuramente saranno usurate dal tempo, e comunque scariche.

2. Dobbiamo vedere se possiamo montare il flash sulla slitta della reflex senza rischi, qui entrano in gioco le tensioni ai capi dei contatti a caldo, per intenderci quello centrale in basso e quello di fianco ("nascosto" all'interno della slitta). La differenza di potenziale (tensione, misurata in Volt) deve essere assolutamente inferiore a quanto la nostra macchina fotografica possa reggere.
Le reflex digitali, in quanto elettroniche hanno una portata massima nell'ordine dei 6-12V, valore molto minore rispetto alle vecchie analogiche che sopportavano tranquillamente 200-250V, per questo non è difficile trovare vecchi flash con queste tensioni.
Molte persone poco pratiche di elettronica fanno il ragionamento seguente: "Il flash che ho trovato in soffitta è alimentato da 4 pile da 1,5V, quindi a rigor di logica (la loro), 4 x 1.5V = 6Volt, la mia reflex ne regge dai 6V ai 12V quindi posso montarlo senza alcun problema, con il risultato di danneggiare in maniera grave l'attrezzatura.
Perché questo ragionamento non fila?
Perché all'interno del flash è presente un grande condensatore (è un componente elettronico che immagazzina energia elettrica, generando una differenza di potenziale, tra il + e il - dei suoi 2 piedini), che si carica dopo ogni scatto, cioè parte dell'energia elettrica tramite un circuito passa dalle pile al condensatore (ecco spiegato il tempo di ricarica del flash) e nel momento dello scatto l'energia "amplificata" del condensatore viene scaricata alla torcia generando la "flashata".
E' molto semplice misurare questa tensione, basta munirsi di un tester (costa pochi euro, pensa quanti ne risparmi), collegare lo spinotto rosso (+) nel piedino centrale in basso del flash e lo spinotto nero (-) nel contatto laterale. Impostare la scala, se necessario, per sicurezza tenerla nell'ordine dei 250V e tramite il tasto "test" verificare quanta tensione vede il nostro tester, se non succede nulla, cioè non avviene una lettura significativa, vuol dire che la scala che abbiamo precedentemente impostato è troppo alta per la tensione del flash, quindi impostare la scala a circa 120 Volt e continuare così fino a quanto non si ha una scala adeguata e il tester ci da il valore esatto, ricordate che dobbiamo misurare la tensione sia quanto il flash è carico (a regime, indicato dal led) quindi pronto a scattare, sia quando scatta, perché alcuni scaricano nei contatti solo durante la flashata.

-3. Se la tensione resta nel range 0-12V e solo in questo caso possiamo montarlo sulla reflex.

Come possiamo utilizzare un flash con tensione superiore?
I metodi per evitare il contatto diretto tra flash e reflex sono sostanzialmente 2:

- L'uso di una fotocellula, cioè quel dispositivo che ci permette di comandare il flash esterno con il flash integrato della reflex. Questa soluzione è molto economica, nell'ordine della ventina di euro, però ci costringe ad usare il flash on camera che darà il suo contributo alla foto anche se impostato alla minima potenza, inoltre capita abbastanza frequentemente che i duei flash non si vedano e quindi quello esterno non scatti.

- L'uso dei trigger wireless cioè la coppia trasmettitore/ricevitore che senza cavi permettono la sincronizzazione tra flash e macchina, soluzione più costosa, ma decisamente più comoda.

CONSIDERAZIONI:
I vecchi flash non permettono la trasmissione dei dati relativi alla potenza o esposizione (ricordi, hanno solo 2 piedini) quindi la tripletta ISO diaframma e tempo dovrà essere impostata tenendo conto della potenza standard del flash. Possiamo però ricorrere a piccoli escamotage: anteporre tra il soggetto e il flash un foglio di carta bianca che attenui e diffonda la luce, o far rimbalzare la luce su una superficie.
Anche con un vecchio flash si possono ottenere risultati molto creativi, quindi perché non provare?!

giovedì 19 aprile 2012

Splendide Fotografie in HDR

(fotografie di Luca Concas)
La tecnica HDR (High Dynamic Range), permette di creare foto in cui la gamma dinamica è molto più ampia rispetto a ciò che può catturare il sensore con un singolo scatto. Avendo scene molto contrastate, con delle zone molto chiare e delle zone molto scure, il sensore riesce a memorizzare correttamente (in base alle impostazioni della macchina fotografica) o le zone scure, bruciando i bianchi, o le zone chiare bucando i neri,(Bruciare i bianchi vuol dire che le zone molto luminose nella foto sono prive di dettagli risultando completamente bianche, bucare i neri vuol dire che nelle zone scure non vi è dettaglio, e quindi risulterà solo nero) questo perché a differenza dell'occhio umano il sensore ha la possibilità di catturare una gamma dinamica molto più limitata (un ampiezza di circa 7 stop di luminosità contro i 10 dell'occhio umano). L'unica soluzione per ovviare a questo problema è quello di scattare più foto a esposizioni differenti, in modo da preservare tutti dettagli, e unirle successivamente tramite software.

Vediamo adesso COSA SERVE per ottenere ottimi risultati:

- Macchina Fotografica in cui possiamo impostare almeno Tempo e Diaframma, su qualunque reflex questo è possibile, ma sulle compatte, solo quelle di fascia alta possiedono questa caratteristica.

- Treppiede, è fondamentale in questa tecnica, perché gli scatti che andremo a sovrapporre successivamente devono combaciare alla perfezione.

- Photomatix, è uno dei tanti software in grado di creare ottime foto HDR, cosa molto comoda che legge direttamente i file raw.


CONSIGLI:

- Scattare in Raw, perché come sappiamo è il file "grezzo" su cui è più facile apportare modifiche.
- Fotografare paesaggi statici con forti contrasti.
- Includere nella scena il cielo colmo di nuvole.
- Prediligere i grandangoli anche spinti.
- Usare la priorità di diaframmi, e cambiare il tempo, questo perché se cambiassimo il diaframma, cambierebbe di conseguenza la profondità di campo e non avremo scatti perfettamente sovrapponibili.
- Solitamente i diaframmi chiusi, nell'ordine di f/10 sono da preferire per avere una buona parte di scena a fuoco.
- Scattare con il fuoco manuale o con il punto di messa a fuoco centrale, questo per mettere a fuoco sempre lo stesso punto.
- Solleviamo lo specchio dell'otturatore per evitare vibrazioni e quindi micro-mosso.

PROCEDIAMO:

- Scattiamo almeno 3 foto, una sotto esposta, una correttamente esposta e una sovraesposta, per fare questo abbiamo a disposizione il bracketing, ovvero la macchina fotografica scatterà 3 foto in successione, con +1 stop e -1stop di luminosità a partire da quella esposta correttamente.


- Non ci resta che aprire Photomatix, andare su "Load Bracketed Photos" e selezionare le nostre 3 immagini:


- Ci comparirà una schermata in cui possiamo scegliere se allineare le immagini, ridurre gli artefatti, ridurre di una percentuale il rumore e l'aberrazione cromatica, valori che spunteremo in base alle nostre esigenze:


- Cliccando su "OK" il software procederà alla conversione e unione dei file raw, fornendoci una prima anteprima veloce.(La velocità di questo processo ovviamente dipenderà dal computer in uso, dal numero di foto, dalla grandezza e da cosa si è deciso di spuntare nella schermata precendente).


- Cliccando adesso su "Tone mapping / Fusion" riusciremo a visualizzare i parametri che ci permettono di applicare gli effetti che più si avvicinano all'idea che abbiamo della foto finale.


- Settati i parametri non ci resta che cliccare su "Process" in basso a destra, attendere, e salvare la nostra foto HDR dal menù a tendina, File_Save As.


mercoledì 18 aprile 2012

Problemi Canon 5d mark III

Canon ha presentato da non molto la 5d mark III, reflex top di gamma della casa "rossa" ad un prezzo superiore ai 3000 euro pr il solo corpo macchina. Iniziano però i problemi, pare infatti che lo schermo LCD posto nella parte superiore della reflex, se acceso, sfalsi in qualche modo l'esposimetro, è come se buona parte della luce arrivi sull'esposimetro dandoci foto sotto esposte e quindi inutilizzabili.
Canon ha ammesso ufficialmente questo difetto e sta valutando come muoversi per ovviare al problema.


Come si vede dall'immagine, con il display spento e il tappo al posto dell'obiettivo la 5d mark III segna 13 secondi, premendo sul tasto di accensione del display, il tempo cala drasticamente a 6.

In questo LINK canon USA conferma il problema del display LCD.

lunedì 5 marzo 2012

Marzo, il mese degli ISO AUTO


Una modalità sottovalutata è ISO AUTO, solitamente infatti si imposta il valore ISO più basso possibile per la scena. Questo nella maggior parte dei casi in cui è presente una buona illuminazione va bene, si ha un ampio controllo sulla profondità di campo e come tutti sappiamo ISO bassi garantiscono poco rumore digitale e tempi se in condizione di buona luminosità, accettabili per evitare il micro-mosso.

Ma come facciamo a fotografare soggetti in rapido movimento e con luminosità variabile?

Questa condizione capita spesso quando si fotografano volatili in una giornata con il sole e molte nuvole, le nuvole spostate dal vendo infatti si mettono per qualche secondo tra il soggetto e il sole, riducendone così la luminosità, per questo scattando in priorità di diaframmi, il tempo diventerà più lungo e rischieremo di non riuscire a congelare l'azione, trovandoci con una foto da cestinare e un momento magari unico nella giornata perso.

In queste situazioni la modalità ISO AUTO è una vera e propria manna dal cielo, dobbiamo impostare la reflex in modalità manuale, scegliamo un tempo di scatto che congeli l'azione e l'apertura in modo da avere una foto correttamente esposta a ISO 100 quando non ci sono nuvole, ma andremo ad impostare ISO AUTO nel menù ISO, in modo che quando  il soggetto sarà coperto dalla nuvola non cambierà il tempo di scatto o l'apertura, ma automaticamente aumenterà la sensibilità ISO del sensore, quando la nuvola si sarà spostata gli ISO torneranno al valore minimo, non rischiando così di perdere l'attimo.

Le fotocamere adesso dispongono di un ulteriore miglioramento, poter impostare il massimo valore di AUTO ISO oltre il quale la reflex non può spingersi.

Questa modalità è inoltre utile per chi utilizza la registrazione video, solitamente tempo e apertura sono costanti durante una ripresa, difficilmente continuando a registrare si cambiano questi 2 valori. Se non si vuole interrompere la registrazione durante il passaggio da esterno molto luminoso a interno più buio, come spesso avviene ad esempio quando si entra in una casa, la luminosità si riduce notevolmente avendo una scena sicuramente sottoesposta, impostando ISO AUTO automaticamente il video resterà esposto correttamente, mantenendo i valori di apertura e tempo desiderati, aumentando gli ISO.

lunedì 27 febbraio 2012

Fissi stabilizzati?


Apre le danze Canon al mondo dei fissi stabilizzati, presentando 2 nuovi obiettivi che vanno ad aggiungersi al già ampio parco ottico EF, lo schema interno è completamente ridisegnato rispetto alle versioni "liscie", il che dovrebbe incrementare a detta della casa rossa anche la resa ottica, stiamo parlando del Canon EF 24mm f/2.8 USM IS (caratteristiche) e del Canon EF 28mm f/2.8 USM IS (caratteristiche).

Saranno disponibili a giugno 2012, al prezzo di 829 $ per il 24mm e di 799 $ per il 28mm.

Ma la stabilizzazione può essere un fattore determinante con lunghezze focali così ridotte?
Il vantaggio di avere un ottica fissa stabilizzata discretamente luminosa è quella di poter sfruttare una maggiore profondità di campo potendo chiudere un pò il diaframma e mantenendo tempi di scatto accettabili in condizione di scarsa illuminazione e se si scatta a mano libera. Infatti se consideriamo ad esempio il 24mm su full frame avremo un tempo minimo di sicurezza per evitare il micro-mosso di 1/24s, con il recupero di 4stop dichiarato da Canon per il suo sistema IS, potremo spingerci fino ad un tempo di scatto "sicuro" di 1/8s. 

Questa soluzione non ha entusiasmato in molti, lo stabilizzatore su ottiche grandangolari è poco determinante, infatti è un sistema nato per le ottiche tele, in cui i tempi di sicurezza, data la grande lunghezza focale, sono molto più ridotti, inoltre chi si specializza nelle fotografie di paesaggio difficilmente lascia a casa il treppiede.

Personalmente mi butterei più su un 24-28 mm con apertura massima di f/1.8, per prima cosa il costo è molto ridotto, quasi la metà rispetto la versione IS, per non parlare del migliore sfocato che si avrà con un f/1.8, la versione stabilizzata è molto consigliata invece a chi utilizza la reflex per girare video, in questo caso è utile avere un ottica stabilizzata che riduca i tremolii.

Discorso diverso si potrebbe fare se l'ottica sarebbe un f/1.8 o f/1.4 IS, perché si avrebbe un obbiettivo molto lumino, con un valore aggiunto quale è la stabilizzazione, cioè non si dovrebbe scegliere tra luminosità o stabilizzazione.

Ultima considerazione sicuramente meno determinante è l'estetica, sono meno belli esteticamente rispetto alla generazione precedente dei grandi serie EF.

mercoledì 18 gennaio 2012

Ottiche Canon FD su Canon EOS


A tutti è passata per la testa di la possibilità di montare vecchie ottiche FD su canon EOS digitale. Qualcuno le ha in soffitta, altri le trovano sui più famosi siti di annunci a prezzi stracciati. Vediamo se è possibile montarle in modo abbastanza agevole o se è meglio rinunciare.

L'attacco Canon FD è stato presentato nel 1971 ed è il successore del Canon FL, rispetto quest ultimo l'FD ha in più la possibilità di una lettura TTL a tutta apertura. 

Per Innestare le ottiche Canon FD su EOS ci vuole un adattatore, che può essere di due tipi, con o senza lente.

Vediamo cosa comporta l'uso di un adattatore FD/EOS:

Svantaggi: 
- Si perdono gli automatismi, il cambio dell'apertura va fatta sull'obiettivo girando la ghiera.
- La messa a fuoco è manuale, su apc risulterà molto difficoltoso mettere a fuoco, a causa della ridotta dimensione del mirino.
- Se si utilizza un adattatore senza lente, l'obiettivo può essere usato solo per foto macro, infatti la messa a fuoco risulterà impossibile all'infinito.
- Se si utilizza l'adattatore con lente, la messa a fuoco all'infinito sarà mantenuta, ma l'ottica perderà parte della sua nitidezza.

Vantaggi
- La maggior parte degli obiettivi si trova a prezzi decisamente bassi.
- Tra le ottiche FD si possono trovare grandi obiettivi, come i serie L, con aperture estremamente ampie.

Concludendo possiamo affermare che l'uso dell'adattatore è giustificabile sole se si è in possesso di un ampio corredo e di alta qualità, con obiettivi serie L e luminosità f/1.2 o f/1.4, negli altri casi non conviene investire in ottiche FD, in quanto scomode e con lente addizionale necessaria, la qualità risulta essere decisamente ridotta, conviene puntare su ottiche EF, che si costano molto di più, ma sicuramente più adatte al digitale e migliori a livello qualitativo.

giovedì 12 gennaio 2012

Quanto costa fotografare?


Oggi vedremo 3 possibili corredi fotografici Canon suddivisi in base alla fascia di prezzo dei più famosi negozi online. Partendo da una spesa minima il corredo fotografico sarà composto da attrezzatura amatoriale: corpo macchina entry level se pur di ottima qualità, zoom economici e qualche accessorio. Arriveremo ad un corredo di fascia alta, con corpo macchina full frame, ottiche d'eccezione e chi più ne ha più ne metta.


FASCIA BASE:
- Canon 550D (circa 500€)

- Canon 18-55 is f/3.5-5.6 (circa 150€)
- Canon 50 mm f/1.8 (circa 100€)
- Canon 55-250 is f/4-5.6 (circa 200€)

- Treppiede Trepix 60-160cm (circa 50€)
- Borsa Fotografica (circa 70€) 
- 2 Memorie SD 8GB 20mb/s (circa 30€)

TOTALE: Circa 1100 euro, questa soluzione consente di effettuare la maggior parte degli scatti avendo "coperte" le focali da 18 mm a 250mm, la canon 550d ha una buona resistenza al rumore dovuto agli alti ISO, il sensore è infatti lo stesso della 60d e 7d pur avendo una costruzione decisamente più economica, in condizioni di scarsa illuminazione ci viene in aiuto il buon vecchio 50mm 1.8, che data la sua luminosità, diventa adatto per ritratti sfocando il soggetto, e concerti che solitamente hanno un illuminazione critica. Aggiungiamo a tutto ciò un cavalletto che fa il suo dovere negandoci però quel senso di robustezza che tanto ci aggrada.




FASCIA MEDIA:
- Canon 7D (circa 1300€)

- Tokina 11-16 f/2.8 PRO DX (circa 550€)
- Canon 28mm f/1.8 USM (circa 400€)
- Canon 50mm f/1.4 USM (circa 350€)
- Canon 85mm f/1.8 USM (circa 400€)
- Canon 70-200 f/4 L USM (circa 600€)

- Treppiede Velbon sherpa (circa 120 euro)
- Battery Grip Canon BG-E7 (circa 150 euro)
- Filtro polarizzatore (circa 80 euro)
- Filtri ND (circa 70 euro)
- Borsa fotografica (130 euro)
- 4 Memorie SD 8GB 20mb/s (circa 60€)

TOTALE: Circa 4200€, andando su un corpo macchina molto più professionale della 550d, ma soprattutto concentrandoci su ottiche fisse e molto luminose di qualità, costruzione e velocità di messa a fuoco degni di nota, la nostra spesa, diventa decisamente sostanziosa, quasi 4 volte tanto rispetto la soluzione precedente, c'è da considerare che alcuni accessori su cui prima non ci siamo concentrati particolarmente, come un treppiede di qualità in grado di reggere il peso non indifferente della 7d e del 70-200 f/4 L adesso diventa essenziale.




FASCIA ALTA:
- Canon 1D x (circa 6000€)

- Canon 8-15 f/4 L (circa 1300€)
- Canon 16-35 f/2.8 L (circa 1500€)
- Canon 50mm 1.2 L (circa 1500€)
- Canon 85 mm 1.2 L (circa 1800€)
- Canon 70-200 f/2.8 IS L (circa 1700€)
- Canon 400mm f/2.8 L (circa 7000€)

- 2 borse fotografiche (circa 300€)
- 2 Memorie 8GB 150x (circa 180€)
- Canon extender 2X iii (circa 450€)
- Treppiedi completo (circa 350€)
- Filtri vari (circa250€)

TOTALE: Superiamo il 20mila € di attrezzatura, è evidente in questa categoria non abbiamo badato a spese, penso che non ci sia tanto da commentare se non che chi arriva a fare investimenti del genere anche solo prendendo un ottica tra quelle elencate e sicuramente un fotografo professionista o comunque con anni di esperienza alle spalle, il quale sa bene dove puntare, cosa scegliere e perché.



CONCLUSIONI:

Ovviamente questi sono esempi volti a farci un idea, il mercato dell'usato è un buon metodo per ridurre anche in maniera considerevole la spesa necessaria alla creazione del nostro parco ottiche e attrezzatura fotografica. La maggior parte dei fotografi si indirizzano verso un genere fotografico particolare e in base a quello fanno ruotare attorno le ottiche o gli accessori, per questo motivo la spesa dipenderà molto da persona a persona, ma sostanzialmente se vogliamo coprire gran parte delle focali, dal grandangolo al tele, l'attrezzatura da acquistare è quella sopra indicata.

mercoledì 11 gennaio 2012

Full Frame o Aps a confronto

Molti di noi sicuramente pensano che il grande passo e forse l'utimo a livello di corpo macchina sia il passaggio dal formato ridotto APS al pieno formato FULL FRAME, ma passare al FF porta dei vantaggi davvero significativi? e quali svantaggi? il rumore digitale è effettivamente minore da giustificarne il passaggio?

Ricordiamo innanzi tutto che il FF ha una dimensione di 24x36 mm, esattamente come quello della rullino fotografico in analogico, mentre l'APS ha dimensioni che variano, se ben di pochissimo, tra le varie marche :
Canon 22,2x14,8 mm ---> comporta un fattore di crop di 1.6x
Nikon, Sony, Pentax 23,6x15,7 mm ---> comporta un fattore di crop di 1.5x

Vantaggi Full Frame:

- SENSORE DECISAMENTE PIU' GRANDE, il che comporta a parità di megapixel un densità minore di pixel che si traduce in meno rumore in quanto ogni singolo pixel viene "colpito" dalla luce in maniera più efficace.

- LO SFOCATO, far risaltare il soggetto dallo sfondo risulta molto più semplice, lo sfocato che si ottiene con un APS a f/2.8 e quivale circa a quello che si ottiene con un FF a f/4.

- MIRINO più ampio e luminoso.

- TEMPI di scatto equivalenti ridotti, non dovendo moltiplicare per il fattore di crop un 50mm, ad esempio, resta un 50mm quindi il tempo di sicurezza sarà 1/50, mentre lo stesso obbiettivo su aps equivale ad un 80 mm, di conseguenza si avrà un tempo di sicurezza di 1/80.


Vantaggi APS:

- UTILIZZA LA PARTE MIGLIORE DELL'OBIETTIVO, Il sensore APS effettuando un vero e proprio crop dell'immagine proveniente dall'obiettivo EF va a ritagliare la zona centrale che è quella in cui la lente si comporta meglio soprattutto in termini di nitidezza, vignettatura e distorsione.

- Il FATTORE MOLTIPLICATIVO può risultare utile se si utilizzano tele obiettivi in quanto ne aumenta la lunghezza focale, prendiamo ad esempio un obiettivo fisso 300 mm, su aps risulterà essere un 480mm.

- COSTO di produzione minore.

- Il corpo macchina sarà più COMPATTO il che comporta inoltre un peso minore.

- Le reflex Canon FF montano obiettivi dedicati esclusivamente al pieno formato, mentre quelle aps montano sia gli obiettivi specifici per aps (EF-S) che quelli per Full Frame (EF). Per avere grandangoli effettivi infatti, su aps si deve ricorrere ad ottiche dedicate, con lunghezza focale di almeno 18mm.

INOLTRE:
Esistono molti altri formati, alcuni derivano dall'analogico ed altri invece nascono con il digitale, alcuni esempi:
Le reflex full frame attualmente presenti sul mercato sono:
- CANON EOS 1Ds MARK III (6000€)  LINK
- CANON EOS 5D MARK II (2000€)  LINK
- CANON EOS 1Dx (6000€)  LINK
- SONY A900 (2500€)  LINK
- NIKON D3S (4000€)  LINK
- NIKON D700 (2000€)  LINK
- NIKON D4 (6000€)  LINK
-NIKON D3x (6000€)  LINK


CONCLUSIONI:
Come si può ben vedere le reflex a pieno formato sono decisamente più costose delle reflex a formato ridotto, si deve inoltre considerare l'investimento sull'ottica, che deve essere necessariamente di qualità.
Il passaggio da APS a FF dipende da come la fotografia fa parte della nostra vita, se intesa come hobby o come professione, in questo caso i costi superiori vengono ammortizzati nel tempo facendo pesare meno l'investimento iniziale. Dipende molto anche dal genere fotografico che prediligiamo, se la fotografia che più pratichiamo è quella sportiva o naturalistica orientarci sul APS è più indicato, se invece amiamo la fotografia paesaggistica o il ritratto o fotografia di moda e concerti, avremo dei risultati migliori con un sensore full frame grazie alla migliore risposta agli alti ISO o allo sfuocato che marca maggiormente il soggetto a fuoco. Per un uso amatoriale comunque una reflex con sensore aps è più che sufficiente, per questo, il mio consiglio è quello di prendere una buona aps di livello medio-alto e investire il denaro risparmiato in ottiche.

venerdì 16 dicembre 2011

Canon 18 55 IS II vs Canon 50mm 1.8 mk1

Obiettivo zoom o fisso, ottica da kit si o no?
Oggi vediamo un breve test utile a capire pregi e difetti dell'uno rispetto all'altro, vedremo come varia la nitidezza al variare dell'apertura, ed è proprio con questa prova che partiremo, portando l'apertura del 50mm da 1.8 verso valori più chiusi e da f/5.6 lo paragoneremo con il 18-55 IS:

(Clicca sull'immagine per vederla ingrandita)

Come si può notare dal crop al 100% il Canon 50 mm 1.8 a tutta apertura risulta essere abbastanza "morbido", a f/2.8 la nitidezza migliora decisamente per arrivare al valori ottimali già a f/4. 

Adesso vedremo valori superiori a f/4 comparandoli con il 18 55 IS:

(clicca sull'immagine per vederla ingrandita)





Come emerge dalla comparazione il 50 mm si comporta decisamente meglio ad ogni apertura rispetto al 18 55 IS che parte da un apertura  f/5.6, solo da f/16 a f/22 la nitidezza sembra simile, forse leggermente in vantaggio in 18 55 IS II, il contrasto è più accentuato per lo zoom ma complessivamente meno nitido.
Questi test sono sempre da prendere con i guanti, non sono bibbie della nitidezza ottica, la quantità di luce che arriva al sensore grazie ad un'apertura ampia, tempi rapidi senza dover aumentare eccessivamente gli ISO e la possibilità di uno sfocato che esalta il soggetto a mio parere risulta molto più gratificante, utile alla riuscita di una bella fotografia rispetto ad un obiettivo che produca foto che croppate al 100% siano ancora estremamente nitida.

martedì 13 dicembre 2011

Il "normale" che su aps si reinventa: Canon 50 mm f/1.8


Oggi voglio consigliarvi un obiettivo che può andare ad accompagnare e forse anche sostituire il "buon" vecchio Canon 18 55 is, stiamo parlando del Canon 50 mm f/1.8. Esisto due versioni di questa ottica, la prima  (Marzo 1987) e la seconda versione (Dicembre 1990), la qualità ottica risulta essere identica per via dello stesso schema ottico e uguale sarà lo sfocato per via dello stesso numero di lamelle del diaframma, la qualità costruttiva pende dalla parte della prima versione, la mk1.

Differenze costruttive tra Mk1 e Mk2 tutte a favore della prima versione (apparte una, chissa quale) :

- Attacco in metallo contro la plastica della più recente versione, sicuramente il metallo resiste meglio al continuo cambio di ottica, anche se la plastica utilizzata nella mk2 è ottima, garantendo un ridotto tasso di usura anche dopo aver montato l'obbiettivo svariate e svariate volte, l'attacco in metallo è sicuramente più professionale, regalandoci quel senso di solidità che il Canon 18 55 ci ha sempre negato.

- Ghiera dedicata per la messa a fuoco manuale nella prima versione, rotazione della lente nella seconda, questo comporta la rotazione della lente durante la messa a fuoco, con i problemi che conosciamo, come la difficoltà di montare un filtro polarizzato. Nella prima versione, girando la ghiera (molto comoda) la lente non ruota, ma si sposta avanti e indietro.

- Scaletta delle distanze presente nella prima versione e assente nella seconda.

-Peso, 190 g per la Mark1 e 130g per la Mark2, a mio avviso, un peso di circa 60g in più non affatica minimamente il braccio durante il trasporto, però bilancia adeguatamente il peso della reflex.

- Passiamo all'unica nota negativa per il Canon 50mm 1.8 mk1...il prezzo. 
Come sempre e come in ogni contesto la qualità si paga e pur essendo un obiettivo di oltre 20anni, è diventato un pezzo quasi introvabile, il prezzo si aggira intorno ai 120-150 euro per un mk1 usato e 80-120 euro circa per il Mark2 nuovo (60 euro circa per l'usato).

Elencate le caratteristiche che differenziano le due versioni, ma soprattutto tenendoli in mano e vedendoli montati, possiamo affermare che il mk2 non è altro che una versione economica del mk1, ognuno deciderà se e quale acquistare. Tutti e 2 hanno un rapporto qualità prezzo ottimo la scelta dipende; se siete interessati esclusivamente alla qualità ottica potete tranquillamente indirizzarvi verso la seconda versione più economica e di facile reperibilità, se invece pensate che anche l'occhio voglia la sua parte, vi piace avere un obiettivo che si senta, che dimostri robustezza allora la differenza di prezzo è sicuramente accettabile per spingervi a cercare tra l'usato un Canon 50mm 1.8 Mk1 e chissà magari con un pò di fortuna e pazienza, lo troviate a meno della nuova versione :).
Qualunque prendiate la differenza qualitativa con il 18 55 è notevole, vi farà pensare di venderlo e buttarvi sul mondo delle ottiche fisse, questo è sicuro.

venerdì 11 novembre 2011

Le nuove "reflex"


Sony, leader nel settore elettronico, fondata nel 1946 in Giappone ci ha spesso abituati a innovazioni incredibili, basti pensare al sistema di musica "da viaggio" Walkman, sempre al passo con i tempi e spesso avanti, è il coraggio di questa multinazionale che lascia a bocca aperta, e anche a livello fotografico prova a stupirci, con ottimi risultati.
Introduce la fotocamera "reflex" (se così si può chiamare) a specchio traslucido, ciò vuol dire che il 70% della luce che entra dall'obiettivo arriva al sensore e il 30% arriva allo specchio di messa a fuoco, questo:

- consente di eliminare il sistema che porta la luce al mirino e il mirino stesso, avendo una lieve riduzione degli ingombri, il mirino ottico viene quindi sostituto da un mirino elettronico, molto luminoso e con una nitidezza decisamente buona.
- consente di non essere soggetti a micromosso causato dal movimento dello specchio.
- consente di adoperare il sistema di messa a fuoco a rilevamento di fase (il più rapido) utilizzandolo sempre in live view nelle riprese video.
- consente raffiche di scatto mediamente più veloci perché lo specchio è fisso.
- comporta però una maggiore attenzione alla polvere che può depositarsi sullo specchio e quindi falsare la lettura esposimetrica.

Concludendo le nuove Sony dotate di questa tecnologia sono sicuramente un progetto ambizioso e di successo, aiutate anche dalla scelta di stabilizzare il sensore e non l'ottica e dalla possibilità di montare tutto il corredo delle vecchie ottiche Minolta, ma le reflex con mirino ottico, a pentaspecchio o a pentaprisma, restano la scelta consigliata per chiunque voglia cimentarsi nella fotografia evoluta.

Piccola curiosità, il progetto SLT non è per niente recente, infatti già Canon nel 1956 con la Canon Pellix aveva studiato una soluzione con tecnologia translucent mirror, senza riscontrare molto successo a causa della polvere sullo specchio.

lunedì 7 novembre 2011

Considerazioni su nuovo acquisto


Felicissimo possessore della canon 450d con obiettivo da kit 18 55 IS, ho deciso in maniera abbastanza fortuita di venderla, un po' perché non potevo rifiutare l'offerta, un po' perché ha ormai fatto il suo dovere, un pò perché siamo sotto natale ;) ma soprattutto perché vorrei avere la possibilità di fare dei video in maniera un tantino più comoda di come si possono fare con la 450d (come fare video con la reflex), quindi adesso mi trovo punto e a capo, nel senso che sono orientato sicuramente verso canon, le esperienze che ho avuto con Nikon (probabilmente per abitudine) mi hanno lasciato un poco perplesso, quindi Canon, e fin qui tutto fila liscio...

Le possibili scelte sono :

- Canon 1100 d
- Canon 500 d
- Canon 550 d

Come obiettivi a corredo, il 18 55 is con cui non mi sono trovato per niente male, e o il Canon 70 300 is o il Canon 55 250 is, non ho avuto ancora modo di avere tra le mani la 1100 d ma vedendo qualche immagine e le caratteristiche, non mi ha entusiasmato, l'impugnatura non ho ben capito che materiale sia, ma non mi ha dato la sensazione di qualcosa di estremamente curato o la mancanza della misurazione spot (che avevo nella 450d -.-) però ha la possibilità di fare video in full HD (1080p) a 30fps e la qualità fotografica non è per niente male o almeno così si legge.
La 500 d sembra essere il giusto compromesso tra le due, ma un prezzo di quasi 200euro in più rispetto alla 1100d, possibilità video in hd (720p) a 30fps di costruzione molto simile alla 450d anzi praticamente identica.
La 550d non la prendo in considerazione perché ha un prezzo ben più elevato secondo me non giustificato da 3Mp in più e i video a 1080p a 30fps o la possibilità di inserire il microfono esterno, per qualcuno possono essere inispensabili, ma per quanto mi riguarda posso farne a meno.
La domanda sostanzialmente è prendere la 1100 d e 2 obiettivi o la 500d il 18 55IS?
Veiamo che riservano le offerte di questo periodo ;)